Succedeva prima delle spunte blu. Prima di scovare sul web sistemi per essere informati quando qualcuno legge le nostre comunicazioni.

Per quanto mi riguarda, succedeva ormai molti anni fa. Anche se, sarei disonesto, se dicessi che non capita più.

In giro, per quel che sento, per quel che vedo, succede continuamente.

Che si tratti di lavoro, di commesse, di proposte, di preventivi, la tentazione più forte è quella di pensare che “forse non l’ha visto.”

Forse non hai visto che sono libero e sul mercato.

Forse non hai visto che possiamo aiutare la tua azienda in questo e quello.

Forse non hai visto che non costo così tanto.

Forse non hai visto che ho tante e buone referenze.

Forse non hai visto.

Forse è solo un errore di comunicazione ma… beh… insomma… ci sono anche io. Eccomi, guardami, sceglimi, comprami.

Forse non mi hai visto, aspetta che provo a farmi vedere meglio

Forse non hai visto è parente stretto di forse non hai sentito e di forse non lo sanno. I cui figli sono: devo farmi vedere e fare sapere.

A tutti. Al mondo. A più persone possibili per aumentare le mie chance.

Il che porta a un numero enorme di persone che parlano, che urlano, che gesticolano, che si travestono anche da albero natale, piene di luci, per provare ad attirare l’attenzione.

E in giro è tutto una ricerca di attenzione.

Alla fine, sembra si riduca tutto a questo.

Come una lotteria in cui avere più biglietti aumenta le nostre possibilità di vittoria.

Ma con le persone non è come con la lotteria. È come con le persone.
Gli scaffali dei supermercati sono pieni di prodotti con cartellini promozionali, invisibili da non vedere, ma che pur vengono ignorati. Le città sono piene di case con cartelli gialli, verdi e arancione fluo che non vengono acquistate.

Uomini e donne, in chissà che numero, si scambiano a turno preghiere di appuntamenti e riconciliazione, che non si concludono mai – anche se il segnale prende benissimo.

Assumiamo che non sanno, che non vedono, che non hanno letto. Ma non si tratta di questo. Il punto è che le persone scelgono.

Forse allora sarebbe meglio chiedersi, o perché no chiedere,“perché non mi scegli”? E partire da qui.