Ho sempre in mente quella frase che dice “per cosa stai morendo e per cosa stai vivendo sono la stessa domanda”.

Nella mia vita ho spesso avuto momenti di grande adrenalina in cui mi sono buttato a capofitto sui progetti e alzato con entusiasmo ogni mattina. E poi ci sono stati momenti in cui, pur facendo esattamente le stesse cose, forse solo con meno zelo, tutto sembrava piatto, monotono, privo di significato.

Il punto è che queste cose le avverti chiaramente ma non ci fai caso mai abbastanza. Alla fine, che le cose vadano alla grande o scivolino con fatica, la routine fagocita tutto quanto allo stesso modo.
A un certo punto ciò che fai e come ti senti passano in secondo piano e, nell’uno e nell’altro caso si tratta di raggiungere gli obiettivi.

Ma cosa succede se ti fermi per un attimo a pensare. E se te lo chiedi?
Steve Pavlina dal suo blog pone questa domanda: dov’è il tesoro?
Dov’è il tesoro per cui stai combattendo?

Se in un attimo di serenità o follia ti fermi a pensare per cosa stai combattendo, per cosa ti sbatti, qual è la grande emozione che ti fa andare avanti?
Soldi? Relazioni? Riconoscimenti?
Sono davvero un premio in palio così significativo?
Ne vale la pena?

Se si va in affanno con le risposte forse è il momento di guardare da un’altra parte.
Tanto più in questo periodo.
La pandemia, come ogni evento che scombussola le nostre vite, ha dato un significato completamente al rischio.
Molte delle cose che sino a ieri facevamo in cambio di “sicurezza” sono crollate, altre stanno vacillando. Le previsioni sono poco rassicuranti.
E forse l’unico modo per contrastare tutto questo sta nell’abbandonare il metro di giudizio usato sin ora e farsi più domande.

Per cosa stai vivendo?
Per cosa stai morendo?
Per cosa stai combattendo?
Che il tesoro stai cercando?
Come ti senti?