Ciao, sono Davide Cardile. Ho tre figli: un maschietto di 9 anni, una bimba di 7 e una di quasi nove mesi. Lo racconto sempre all’inizio perché sono realmente ciò che dà significato alla mia vita. Ma anche perché sono convinto che faccia curriculum. Per come la penso io, prendersi cura di qualche persona, figli naturali o meno che siano, è un segno di responsabilità. Vivo a Messina, in una splendida casa in collina, con tre cani, tra cielo e mare, con centinaia di alberi da frutto, tanto spazio per correre e pensare. Isolato da tutto, connesso a ciò che conta.

Nella foto qui sotto, io con i miei cuccioli: Rufus di un anno e Ombra di quattro mesi. Più sotto, invece, trovi alcune domande frequenti e altre che mi piacerebbe mi venissero fatte. Per conoscermi meglio.

Da circa dieci anni, il mio lavoro riguarda le storie. Aiuto a pensarne di nuove (nuovi sviluppi di carriera, nuovi mercati, nuovi modi per connettersi con le persone) a scrivere e diffonderle (libri, blog, ebook, presentazioni, forme strane per parlare alla gente…). E, come tutti, provo ogni giorno a scrivere e vivere la mia. Le mie idee sono apparse anche su Milionarie e altri blog specializzati. Ho pubblicato Pixel in crisi: il miglior momento per unire i puntini

Di seguito alcune domande frequenti per conoscermi meglio

Perché Davicardi?

Un giorno scherzavo con un amico, un pubblicitario vecchio stampo affranto dalle nuove dinamiche del digitale e del marketing, e gli dissi che se mi fossi chiamato David Cardi avrei avuto più successo. Come i calciatori. In quel periodo stavo avendo problemi con i miei domini tradizionali (davidecardile.it e .com) e pensai fosse una buona idea acquistare davicardi.com

In seguito, iniziai a firmare i miei post su LinkedIn – la mia seconda casa – con #davicardi Mi ha portato bene, molti amici e clienti mi chiamano così, mio figlio Nicolò si definisce Nikicardi…

Dunque… che lavoro fai?

Se lo chiede ancora anche mia mamma e i miei figli mi prendono in giro perché non riescono a capire. A loro ho risposto che “papà dà consigli”, mia mamma crede suo figlio sia uno scrittore. La mia risposta preferita è “spaccio” – rubata a Tim Ferris, utile quando comunque il tuo interlocutore non ti ascolterebbe comunque o non crede tu faccia un vero lavoro. La risposta corretta è: “aiuto persone in gamba a comunicare in modo più autentico, coinvolgente ed efficace”. In diversi modi e con approcci diversi, il che porta ad alcuni “title” che solitamente uso per presentarmi. Da qualche parte in questa pagina ne spiego qualcuno.

Chi è e cosa fa un Thinking Partner?

Passiamo buona parte del nostro tempo a pensare. Solitamente pensiamo a come risolvere un problema o come raggiungere un obiettivo. Pensiamo da soli ma solitamente troviamo le migliori idee quando pensiamo con qualcuno. In questo senso è probabile che tu abbia già avuto o hai un Thinking Partner: una mamma, un papà, un nonno, un maestro di scuola con cui sei ancora in contatto, il tuo vecchio capo. Un Thinking Partner “professionista” non è così diverso: ti aiuta a concentrarti su ciò che conta davvero, vaglia insieme a te idee e progetti, ascolta, fa tante domande e prova insieme a te, a trovare le risposte.

E ti pagano per questo?

Sì. La maggior parte dei miei clienti lo fa anche volentieri perché, a parer loro, oltre a una grande capacità di ascolto e una creatività provocante, unisco competenze di tipo tecnico e strategico che li aiutano a eccellere nei loro campi e superare in modo, anche insolito, le sfide.

Cosa fa uno Story Strategist?

Innanzitutto mi scuso per usare questo termine. Ma oggi bisogna pur usare qualche etichetta e questa mi sembra funzioni bene nel mio lavoro. Come story strategist aiuto le aziende a presentare la propria idea (missione, prodotto, servizio, impegno sociale) in modo comprensibile e coinvolgente, partendo da uno studio attento dei destinatari del messaggio, del mercato di riferimento, dell’identità di marca. Diciamo che mi occupo di storytelling ma non tanto per raccontare belle storie quanto per dare coerenza e integrità alle storie. Esempi pratici: individuare e raccontare la Value Proposition e il Purpose, delineare un piano strategico dei contenuti, aiutare il team, i venditori e le persone chiave a divenirne ambassador.

Sei ancora un ghostwriter?

No. Lo sono stato per 1393 giorni, altri 30 e sarebbero stati 4 anni tondi, bisestili più bisestili meno. Ho scritto qualcosa come 1200 tra articoli e post, cinque libri, una dozzina di presentazioni per eventi aziendali e formativi, un centinaio di bio e about page. Poi ho smesso… ma so che nel web e su qualche giornale vengo presentato ancora come ghostwriter.  

Con chi lavori? Con chi hai lavorato?

Come ghostwriter, per ovvi motivi, non rivelavo mai l’identità dei miei clienti. Mi comporto così anche oggi. Uno dei motivi è che di solito i migliori clienti impongono, o desiderano, tenere riservata la collaborazione, e ciò porterebbe a pubblicizzare solo i lavori “meno interessanti”. Ho però alcune collaborazioni in “chiaro”: Beople, azienda di business design, per cui seguo la strategia comunicativa; Sebastiano Zanolli con cui da anni ho il piacere di confrontarmi quotidianamente e che mi ha voluto come Thinking Partner per la stesura dei suoi ultimi due libri: La Grande Differenza – edizione vent’anni dopo – e Alternative.

Vorrei scrivere un libro, puoi aiutarmi?

Sì, con piacere, con qualche condizione. La prima è che sia chiaro che non posso scriverlo per te; posso aiutarti. La seconda è che sia inerente campi e settori di mia conoscenza o che comunque non abbia un taglio eccessivamente tecnico. La terza… è che mi paghi :)

Scherzo. Dai un’occhiata qui.

Quanto costi?

Non sono tra quelli che devi fare trenta telefonate, mandare una mail e trovare un oggetto misterioso per sapere quanto può costarti. Tuttavia, non ho neanche un listino preciso. Ho cercato di indicare delle cifre orientative sulle pagine dei servizi ma sono sempre orientative.  Se invece vuoi una consulenza su un caso specifico (scrivimi via WhatsApp), applico una tariffa di 150 euro/ora.

Come posso avere una consulenza?

C’è una pagina dedicata in cui spiego in che casi può essere davvero utile. Se fa al caso tuo, puoi prenotare direttamente.

Accetti progetti continuativi?

No. In questo momento preferisco lavorare su progetti specifici e definiti nel tempo, solitamente per un periodo da 1 a 3 mesi.

Lavori solo da remoto?

Lavoro esclusivamente da remoto, ma non significa che non ci si possa incontrare.

Fai formazione?

Orgogliosamente no. O almeno non in senso tradizionale.

Posso invitarti a parlare a un evento?

Ni. Non è tra le mie ambizioni, credo ci sia gente più in gamba di me e non mi piace spostarmi da casa. Puoi però chiedermi di unirmi a una chiacchierata se organizzi un webinar o qualche evento on line.

Cosa ti ispira? Chi ti ispira? Cosa leggi?

Amo Medium, Harvard Business Review, Il New York Times. Il mio autore preferito è Malcolm Gladwell, ma se dovessi portare un solo libro su un’ isola deserta sceglierei tra uno dei “Freaknomics” di Levitt e Dubner. Il mio blogger prediletto Steve Pavlina. Libro italiano consigliato? Alternative! Senza dubbio il miglior libro in lingua italiana su temi motivazione e crescita personale.

Spesso parli di vita e di carriera, sei un coach?

Orgogliosamente no.

Ne parlo per raccontare le mie sfide e provare a trovare qualche risposta più che darla.

Ho visto tanti articoli riguardo LinkedIn, sei un LinkedIn Trainer?

Orgogliosamente no.

Ho scritto tanto di LinkedIn perché la reputo una piattaforma eccezionale (al netto di alcune cosucce che si vedono negli ultimi tempi).

Che è questa storia di “orgogliosamente no”?

L’ho visto fare a Seth Godin nelle faq di una masterclass e l’ho subito adorato. Cosa non fai è importante quanto cosa fai. Cosa non fai ha un perché, di pari dignità e forza di ciò che fai. Cosa non fai rende prezioso cosa fai. Ci ho scritto qualche riflessione qui.

Perché tu?

Perché non ho mai paura di dire “non sono d’accordo” e quando lo faccio ho sempre qualcosa da proporre.

Progetti nel cassetto?

Spticho. Una piattaforma per fare incontrare buone idee, tenerle a portata di mano e usarle per raccontare e raccontarsi.

Che altro c’è da sapere su di te?

Sono anche un appassionato di cani, un ex figurante, uno scacchista con un passato fatto di studi e tornei, un giocatore di Texas Hold'em ed Omaha, un divoratore compulsivo di libri (ne leggo oltre 10 la settimana). In passato sono stato anche un editore, un venditore porta a porta, un parcheggiatore abusivo, un consulente assicurativo, un oste e proprietario di un Wine Bar. Non ho mai avuto un lavoro da dipendente e mai fatto un curriculum vitae.

Non cerco una consulenza professionale, ma vorrei chiederti un consiglio…

Nessun problema. Tutto ciò che di buono ho fatto in questi anni è dato dall’aiutare e dall’essere aiutato per cui sentiti libero di chiedere pure Puoi scrivermi su LinkedIn o a davide@davicardi.me

Ci sono diversi errori su questo sito…

Probabile. Sicuro. Ne troverai anche molti in giro tra i miei articoli. Non correggo quasi mai ciò che scrivo, non mi reputo un mago della grammatica e della forma. Di contro, quando lavoro per i miei clienti coinvolgo sempre un editor.

Una frase per salutarci?

«Se accendi una lanterna per un altro, anche la tua strada ne sarà illuminata». Nichiren Daishonin